Rapporto realizzato da Agenzia Protezione ambientale
Roma, 4 giu. (Apcom-Nuova Energia) - Costoso per i consumatori e
con scarsi benefici ambientali. Un recente rapporto realizzato
dall'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA) americana
mette in dubbio l'opportunita' e la validita' di favorire
un'ulteriore espansione della produzione di etanolo per usi di
autotrazione. Da sottolineare che proprio questa e' la via
perseguita dall'amministrazione Obama, che si e' posta l'obiettivo
di aumentare dal 10 al 15% la quota nelle benzine di etanolo
ricavato dal mais.
Lo studio, realizzato dall'Ufficio Trasporti e Qualita' dell'Aria
dell'EPA, evidenzia infatti che le attese riduzioni di emissioni
di gas serra conseguenti ad un maggiore impiego di etanolo
nell'autotrazione sarebbero minime, con il rischio molto
concreto, nel lungo termine, di un bilancio ambientale
addirittura negativo. Il forte incremento della domanda di
etanolo dovuto al suo uso energetico, infatti, imporrebbe una
notevole estensione delle coltivazioni di mais, a discapito di
aree boscate e verdi che oggi svolgono il ruolo di assorbitori di
anidride carbonica.
A cio' si aggiunga che un precedente autorevole studio del
Congressional Budget Office (CBO, una istituzione bipartisan a
sostegno delle attivita' del Congresso americano) ha sottolineato
che la produzione di etanolo dal mais e' gia' oggi fortemente
sovvenzionata, ricevendo un credito d'imposta di 45 cent di
dollaro per ogni gallone (circa 3,8 litri) prodotto, per un
totale annuo di 3 miliardi di dollari. Il raggiungimento del
nuovo obiettivo indicato dal governo USA non solo aumentera'
significativamente la spesa globale per sostenere questa
produzione, ma avra' ricadute pesanti sui prezzi dei prodotti
alimentari. Secondo le stime CBO, infatti, la produzione di
etanolo ha gia' inciso tra il 10 e il 15% sull'aumento dei prezzi
alimentari verificatosi in USA nel periodo aprile 2007 - aprile
2008. Visto che ogni anno la spesa per consumi alimentari ammonta
a circa 1.100 miliardi di dollari, conclude CBO, considerando
solo i maggiori oneri dovuti alla produzione di etanolo rispetto
agli aumenti tendenziali, nel 2007 le famiglie americane hanno
dovuto sostenere una spesa aggiuntiva tra i 5,5 e gli 8 miliardi
di dollari.
Entrambi gli studi sostengono che in realta' l'uso di etanolo
nell'autotrazione potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di
gas serra. A condizione, pero', che sia prodotto da cippato di
legno, vegetali naturali (non appositamente coltivati) e
biorifiuti. Le tecnologie per la produzione di tale etanolo
cellulosico non sono tuttavia ancora adeguatamente sviluppate,
in particolare dal punto di vista della competitivita' economica.
04/06/09
Antartide - Scoperte montagne come Alpi grazie a mappatura radar
Vette, pareti verticali e valli sotto centinaia metri di ghiaccio
Roma, 4 giu. (Apcom) - Nascosta sotto centinaia di metri di
ghiaccio si estende nel mezzo dell'Antardide una catena montuosa
molto simile alle Alpi. Le montagne di Gamburtsev sono state
state "localizzate" e "mappate" per la prima volta grazie
all'utilizzo di segnali radar: la cima piu' alta misura 2.434
metri, si legge sullo studio pubblicato oggi dalla rivista Nature.
"La morfologia di queste montagne - spiega uno degli autori
dello studio, il professor Martin Siegert dell'Universita' di
Edimburgo - era meno conosciuta della superficie di Marte". Le
uniche mappe della regione, infatti, risalivano al 1970 ed erano
riconducibili a un'unica ricognizione radar. Le nuove mappe
invece sono frutto di due difficili ricognizioni effettuate tra
il 2004 e il 2008 da un gruppo di scienziati ed esploratori che
hanno traversato un'area di 30 chilometri quadrati a bordo di un
gatto delle nevi, raccogliendo misurazioni radar e convertendo i
dati in una mappa con una risoluzione di 140 metri.
Il risultato finale ha svelato un paesaggio molto differente da
tutte le altre regioni antartiche finora studiate: lo studio di
un'altra area nell'est dell'Antartide dove emergeva un altro
rilievo, ad esempio, aveva rivelato una morfologia sottostante
molto piu' morbida e arrotondata.
Le alte vette, le pareti verticali e le valli incassate e
profonde sono invece state un'autentica sorpresa, dato che finora
che le montagne antartiche sono state erose dai ghiacci per
milioni di anni. "La stato di preservazione di queste montagne e'
incredibile", ha spiegato il professor Siegert. La forma di
queste montagne indica che si formarono in un clima molto piu'
caldo di quello attuale, oltre 34 milioni di anni fa.
Roma, 4 giu. (Apcom) - Nascosta sotto centinaia di metri di
ghiaccio si estende nel mezzo dell'Antardide una catena montuosa
molto simile alle Alpi. Le montagne di Gamburtsev sono state
state "localizzate" e "mappate" per la prima volta grazie
all'utilizzo di segnali radar: la cima piu' alta misura 2.434
metri, si legge sullo studio pubblicato oggi dalla rivista Nature.
"La morfologia di queste montagne - spiega uno degli autori
dello studio, il professor Martin Siegert dell'Universita' di
Edimburgo - era meno conosciuta della superficie di Marte". Le
uniche mappe della regione, infatti, risalivano al 1970 ed erano
riconducibili a un'unica ricognizione radar. Le nuove mappe
invece sono frutto di due difficili ricognizioni effettuate tra
il 2004 e il 2008 da un gruppo di scienziati ed esploratori che
hanno traversato un'area di 30 chilometri quadrati a bordo di un
gatto delle nevi, raccogliendo misurazioni radar e convertendo i
dati in una mappa con una risoluzione di 140 metri.
Il risultato finale ha svelato un paesaggio molto differente da
tutte le altre regioni antartiche finora studiate: lo studio di
un'altra area nell'est dell'Antartide dove emergeva un altro
rilievo, ad esempio, aveva rivelato una morfologia sottostante
molto piu' morbida e arrotondata.
Le alte vette, le pareti verticali e le valli incassate e
profonde sono invece state un'autentica sorpresa, dato che finora
che le montagne antartiche sono state erose dai ghiacci per
milioni di anni. "La stato di preservazione di queste montagne e'
incredibile", ha spiegato il professor Siegert. La forma di
queste montagne indica che si formarono in un clima molto piu'
caldo di quello attuale, oltre 34 milioni di anni fa.
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Spazio - Nasa, via libera al lancio di Endeavour il 13 giugno
Deciso da una riunione dei responsabili della missione
Washington, 4 giu. (Apcom) - La Nasa ha dato il suo via libera
ieri al lancio il 13 giugno della navicella spaziale Endeavour
con sette astronauti a bordo verso la Stazione spaziale
internazionale (Iss), secondo un comunicato dell'agenzia spaziale
statunitense diffuso dal suo sito internet.
La data ufficiale del lancio e' stata annunciata al termine di
una riunione dei principali responsabili della missione per
valutare lo stato di preparazione al volo della navicella e del
suo sistema di lancio. "Non abbiamo dovuto parlare di troppi
problemi durante la riunione, perche' la navicella e' in perfetto
stato e e' pronta a essere lanciata" ha detto ancora in una
conferenza stampa Bill Gerstenmaier, uno dei responsabili della
Nasa.
Il lancio e' previsto il 13 giugno alle 7.17 locali (l1 13.17 in
Italia) dal centro spaziale Kennedy di Cap Canaveral, in Florida.
Washington, 4 giu. (Apcom) - La Nasa ha dato il suo via libera
ieri al lancio il 13 giugno della navicella spaziale Endeavour
con sette astronauti a bordo verso la Stazione spaziale
internazionale (Iss), secondo un comunicato dell'agenzia spaziale
statunitense diffuso dal suo sito internet.
La data ufficiale del lancio e' stata annunciata al termine di
una riunione dei principali responsabili della missione per
valutare lo stato di preparazione al volo della navicella e del
suo sistema di lancio. "Non abbiamo dovuto parlare di troppi
problemi durante la riunione, perche' la navicella e' in perfetto
stato e e' pronta a essere lanciata" ha detto ancora in una
conferenza stampa Bill Gerstenmaier, uno dei responsabili della
Nasa.
Il lancio e' previsto il 13 giugno alle 7.17 locali (l1 13.17 in
Italia) dal centro spaziale Kennedy di Cap Canaveral, in Florida.
03/06/09
CANCRO:ANTIDIABETE"METFORMINA"RIVOLUZIONA TERAPIE ANTITUMORALI
(AGI/EFE) - Roma, 3 giu. - La 'metformina', un comunissimo
ipoglicemizzante orale usato per abbassare la glicemia nei
diabetici, potenzia la risposta dei 'linfociti T' del sistema
immunitario moltiplicando gli effetti delle terapie
antitumorali. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'universita'
McGill e della Pennsylvania che hanno pubblicato i risultati
della loro ricerca su Nature. Le due equipe hanno notato che la
metformina accresce le capacita' dei linfociti T di "ricordare
e riconoscere gli elementi patogeni incontrati durante le
precedenti infezioni e vaccinazioni consentendo loro di
rispondere molto piu' rapidamente a nuove minacce". La
metformina, in sintesi, accresce questa "memoria immunologica"
che rende piu' efficaci le cure contro il cancro.(AGI)
ipoglicemizzante orale usato per abbassare la glicemia nei
diabetici, potenzia la risposta dei 'linfociti T' del sistema
immunitario moltiplicando gli effetti delle terapie
antitumorali. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'universita'
McGill e della Pennsylvania che hanno pubblicato i risultati
della loro ricerca su Nature. Le due equipe hanno notato che la
metformina accresce le capacita' dei linfociti T di "ricordare
e riconoscere gli elementi patogeni incontrati durante le
precedenti infezioni e vaccinazioni consentendo loro di
rispondere molto piu' rapidamente a nuove minacce". La
metformina, in sintesi, accresce questa "memoria immunologica"
che rende piu' efficaci le cure contro il cancro.(AGI)
Spazio - Astronomo svizzero scopre due asteroidi
Diametro compreso fra uno e due chilometri, "Falera" e "Marcia"
Falera (Svizzera), 3 giu. (Ap) - Jose' de Queiroz, astronomo
dilettante svizzero, ha scoperto due nuovi asteroidi che orbitano
nella fascia situata fra Marte e Giove, con un diametro compreso
fra uno e due chilometri.
L'osservatorio di Mirasteilas - di cui De Queiroz e' il direttore
- ha reso noto che la scoperta e' stata confermata dall'Unione
Astronomica Internazionale e che i due asteroidi verrebbero
battezzati "Falera" (la localita' presso la quale si trova
l'osservatorio) e "Marcia" (il nome della figlia di De Queiroz).
Falera (Svizzera), 3 giu. (Ap) - Jose' de Queiroz, astronomo
dilettante svizzero, ha scoperto due nuovi asteroidi che orbitano
nella fascia situata fra Marte e Giove, con un diametro compreso
fra uno e due chilometri.
L'osservatorio di Mirasteilas - di cui De Queiroz e' il direttore
- ha reso noto che la scoperta e' stata confermata dall'Unione
Astronomica Internazionale e che i due asteroidi verrebbero
battezzati "Falera" (la localita' presso la quale si trova
l'osservatorio) e "Marcia" (il nome della figlia di De Queiroz).
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RICERCATRICE INFN DIRIGE IL PIU' GRANDE LABORATORIO DEL MONDO
(AGI) - Roma, 3 giu. - Lucia Votano e' stata designata dal
Consiglio direttivo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
a dirigere il piu' grande centro di ricerca sotterraneo del
mondo, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. E' la prima donna
a dirigere uno dei quattro grandi laboratori nazionali
dell'Istituto. Lucia Votano, fisica, nata 61 anni fa a Villa
San Giovanni (RC), e' la prima donna chiamata a dirigere i
Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell'INFN
su proposta della Giunta. Lucia Votano entrera' in carica a
settembre quando scadra' il secondo e ultimo mandato
dell'attuale direttore, il professor Eugenio Coccia. Il
laboratorio del Gran Sasso situato a oltre mille metri sotto la
montagna abruzzese e' il piu' grande laboratorio sotterraneo
del mondo. E' sede di esperimenti di rilevanza internazionale
come il CNGS, il flusso di neutrini 'lanciato'dal laboratorio
europeo del CERN di Ginevra e ricevuto - dopo circa 700
chilometri di viaggio sotterraneo tra le rocce del sottosuolo
italiano - dall'esperimento OPERA (di cui Lucia Votano era
coordinatrice) e presto anche dall'esperimento ICARUS ideato
dal premio Nobel Carlo Rubbia. Lucia Votano si e' laureata con
110 e lode in fisica nel 1971 all'Universita' La Sapienza di
Roma e ha intrapreso la sua carriera scientifica all'interno
dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN nel 1976. Ha
partecipato alla realizzazione di importanti esperimenti al
CERN e al laboratorio DESY a Amburgo, Germania. E' stata
promossa primo ricercatore nel 1988 e direttore di ricerca nel
2000. Attualmente e' membro del 'Peer Review Committee' del
coordinamento europeo per la fisica delle astro particelle
(ApPEC) e del comitato per la roadmap di ASPERA che nel
settembre scorso ha delineato in un rapporto il futuro della
ricerca astro particellare in Europa. (AGI)
Consiglio direttivo dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
a dirigere il piu' grande centro di ricerca sotterraneo del
mondo, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. E' la prima donna
a dirigere uno dei quattro grandi laboratori nazionali
dell'Istituto. Lucia Votano, fisica, nata 61 anni fa a Villa
San Giovanni (RC), e' la prima donna chiamata a dirigere i
Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell'INFN
su proposta della Giunta. Lucia Votano entrera' in carica a
settembre quando scadra' il secondo e ultimo mandato
dell'attuale direttore, il professor Eugenio Coccia. Il
laboratorio del Gran Sasso situato a oltre mille metri sotto la
montagna abruzzese e' il piu' grande laboratorio sotterraneo
del mondo. E' sede di esperimenti di rilevanza internazionale
come il CNGS, il flusso di neutrini 'lanciato'dal laboratorio
europeo del CERN di Ginevra e ricevuto - dopo circa 700
chilometri di viaggio sotterraneo tra le rocce del sottosuolo
italiano - dall'esperimento OPERA (di cui Lucia Votano era
coordinatrice) e presto anche dall'esperimento ICARUS ideato
dal premio Nobel Carlo Rubbia. Lucia Votano si e' laureata con
110 e lode in fisica nel 1971 all'Universita' La Sapienza di
Roma e ha intrapreso la sua carriera scientifica all'interno
dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN nel 1976. Ha
partecipato alla realizzazione di importanti esperimenti al
CERN e al laboratorio DESY a Amburgo, Germania. E' stata
promossa primo ricercatore nel 1988 e direttore di ricerca nel
2000. Attualmente e' membro del 'Peer Review Committee' del
coordinamento europeo per la fisica delle astro particelle
(ApPEC) e del comitato per la roadmap di ASPERA che nel
settembre scorso ha delineato in un rapporto il futuro della
ricerca astro particellare in Europa. (AGI)
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