New York - La vita su Marte? Potrebbe avere la
forma di un rettile. Il dubbio viene da una foto della Nasa che
circola in queste ore su Internet e dove quello ripreso tra i
sassi del pianeta rosso sembra effettivamente un serpente.
L'immagine e' stata scattata lo scorso gennaio da uno dei robot
dell'agenzia spaziale americana, Spirit, che da anni cerca le
prove dell'esistenza di vita extraterrestre. In questo caso pero'
i geologi americani, alla disperata ricerca di tracce di antichi
microrganismi, si sono trovati davanti a un ben piu' incredibile
risultato.
Sul web gli appassionati di alieni gia' esultano davanti alla
prova che dimostrerebbe che il governo americano abbia celato per
anni l'esistenza di vita lontano dalla Terra, anche se rimane il
dubbio che si tratti di una strana formazione rocciosa,
accentuata da un gioco di luce e dalla scarsa definizione della
foto. L'immagine viene gia' tacciata pero' di essere un
fotomontaggio ben riuscito per prendere in giro gli scienziati
americani, da tempo a corto di scoperte che giustifichino le
spese "galattiche" delle proprie ricerche.
La foto e' visibile al link
http://marsrovers.jpl.nasa.gov/gallery/all/2/p/527/2P173156766EFFACA0P2440L7M1.JPG
12/02/09
FARMACI: VIA LIBERA NEGLI USA AL PRIMO FARMACO GM
Londra - Dopo il via libera alla terapia su
uomo a base di cellule staminali embrionali, un secondo
annuncio shock arriva dagli Stati Uniti e viene pubblicato
sulla rivista Nature. La Food and Drug Administration (Fda) ha
dato il via libera alla commercializzazione di un farmaco,
conosciuto con il nome commerciale di 'ATryn', che e' ricavato
dal latte di capre geneticamente modificate per produrre una
proteina umana. Il farmaco infatti e' a base di 'antitrombina',
una proteina che si trova nel sangue e che contrasta gli
effetti creati dai trombi e da altre malattie cardiovascolari.
Il farmaco e' stato messo a punto dalla GTC Biotherapeutics che
ha sede in Massachussetts. Il farmaco e' stato approvato anche
in Europa.
uomo a base di cellule staminali embrionali, un secondo
annuncio shock arriva dagli Stati Uniti e viene pubblicato
sulla rivista Nature. La Food and Drug Administration (Fda) ha
dato il via libera alla commercializzazione di un farmaco,
conosciuto con il nome commerciale di 'ATryn', che e' ricavato
dal latte di capre geneticamente modificate per produrre una
proteina umana. Il farmaco infatti e' a base di 'antitrombina',
una proteina che si trova nel sangue e che contrasta gli
effetti creati dai trombi e da altre malattie cardiovascolari.
Il farmaco e' stato messo a punto dalla GTC Biotherapeutics che
ha sede in Massachussetts. Il farmaco e' stato approvato anche
in Europa.
Nucleare - Kazakistan, reattore sperimentale Tokamak parte da 2010
Il reattore termonuclearesperimentale Tokamak, disegnato per la ricerca sulla
fusionenucleare, saro' operativo in Kazakistan nel 2010.
L'ha annunciato oggi, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax,
la vicedirettrice dell'Istituto per l'energia nucleare del Kazakistan Irina Tazhibaeva.
"Nel 2007 abbiamo acquistato l'unita' da San Pietroburgo.
Ora e' in via d'assemblaggio a Kurchatov. Durante l'anno noi metteremo a posto i sistemi.
Intendiamo renderlo operativo nel 2010", ha
detto la funzionaria in un'intervista al quotidiano Liter,
spiegando che l'avvio del reattore, e' slittato rispetto alla data
prevista del 2008 perche' lo scorso anno sono mancati i fondi.
"Non c'e' nulla che abbiamo potuto fare su questo. Lo scorso anno
abbiamo ricevuto - ha detto - tre volte meno il denaro di cui
avevamo bisogno. Quest'anno, a dispetto della crisi finanziaria,
ci sono state promesse risorse adeguate".
Per l'importante opera ad altissima tecnologia e' stata
costituita una societa' russo-kazaka. Il Tokamak servira' a testare
materiali per la fusione.
Tokamak e' un progetto internazionale che ha lo scopo di
realizzare il primo reattore termonucleare industriale al mondo.
Il valore dell'intero progetto e' di circa 15 milioni di dollari.
Oltre al Kazakistan, i partner che lavorano al progetto sono
l'Unione europea, l'India, la Cina, la Russia, gli Stati uniti,
la Corea del Sud e il Giappone.
fusionenucleare, saro' operativo in Kazakistan nel 2010.
L'ha annunciato oggi, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax,
la vicedirettrice dell'Istituto per l'energia nucleare del Kazakistan Irina Tazhibaeva.
"Nel 2007 abbiamo acquistato l'unita' da San Pietroburgo.
Ora e' in via d'assemblaggio a Kurchatov. Durante l'anno noi metteremo a posto i sistemi.
Intendiamo renderlo operativo nel 2010", ha
detto la funzionaria in un'intervista al quotidiano Liter,
spiegando che l'avvio del reattore, e' slittato rispetto alla data
prevista del 2008 perche' lo scorso anno sono mancati i fondi.
"Non c'e' nulla che abbiamo potuto fare su questo. Lo scorso anno
abbiamo ricevuto - ha detto - tre volte meno il denaro di cui
avevamo bisogno. Quest'anno, a dispetto della crisi finanziaria,
ci sono state promesse risorse adeguate".
Per l'importante opera ad altissima tecnologia e' stata
costituita una societa' russo-kazaka. Il Tokamak servira' a testare
materiali per la fusione.
Tokamak e' un progetto internazionale che ha lo scopo di
realizzare il primo reattore termonucleare industriale al mondo.
Il valore dell'intero progetto e' di circa 15 milioni di dollari.
Oltre al Kazakistan, i partner che lavorano al progetto sono
l'Unione europea, l'India, la Cina, la Russia, gli Stati uniti,
la Corea del Sud e il Giappone.
11/02/09
Clima - Anche Disneyland pensa in verde e riduce emissioni Co2
Anche Topolino, Minnie e Paperino vogliono bene all'ambiente.
Con questo slogan, Disneyland ha lanciato un piano per ridurre
le emissioni di biossido di carbonio.
La direzione del piu' grande parco giochi al mondo ha deciso di
utilizzare biodiesel derivante dall'olio da cucina usato nel
complesso di Anaheim per alimentare i 16 tram turistici per i
visitatori, il trenino a vapore e l'imbarcazione di Mark Twain.
"L'utilizzo del biodiesel permette al parco di risparmiare circa
200mila galloni di carburante tradizionale all'anno", ha spiegato
Frank Dela Vara, direttore per l'ambiente e la conservazione del
parco Disneyland. La decisione di passare al biodiesel,
dovrebbe aiutare il parco a ridurre le emissioni dell'80%.
Con questo slogan, Disneyland ha lanciato un piano per ridurre
le emissioni di biossido di carbonio.
La direzione del piu' grande parco giochi al mondo ha deciso di
utilizzare biodiesel derivante dall'olio da cucina usato nel
complesso di Anaheim per alimentare i 16 tram turistici per i
visitatori, il trenino a vapore e l'imbarcazione di Mark Twain.
"L'utilizzo del biodiesel permette al parco di risparmiare circa
200mila galloni di carburante tradizionale all'anno", ha spiegato
Frank Dela Vara, direttore per l'ambiente e la conservazione del
parco Disneyland. La decisione di passare al biodiesel,
dovrebbe aiutare il parco a ridurre le emissioni dell'80%.
Egitto - Saqqara, scoperte mummie risalenti alla XXVI Dinastia
Saqqara (Marocco) - Una mummia perfettamente
conservata e risalente a 2.600 anni fa: il ritrovamento e' stato
fatto tre settimane fa nella necropoli egiziana di Saqqara e
presentato alla stampa dal responsabile delle ricerche
archeologiche egiziano, Zahi Hawass.
Gli scavi hanno riportato alla luce una camera sepolcrale
contenente otto sarcofaghi in legno e pietra, insieme a 22 mummie
risalenti alla XXVI Dinastia, l'ultimo regno indipendente in
Egitto.
conservata e risalente a 2.600 anni fa: il ritrovamento e' stato
fatto tre settimane fa nella necropoli egiziana di Saqqara e
presentato alla stampa dal responsabile delle ricerche
archeologiche egiziano, Zahi Hawass.
Gli scavi hanno riportato alla luce una camera sepolcrale
contenente otto sarcofaghi in legno e pietra, insieme a 22 mummie
risalenti alla XXVI Dinastia, l'ultimo regno indipendente in
Egitto.
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Archeologia
Medicina - Individuato marcatore del cancro alla prostata
Roma - E' stato scoperto nelle urine un
potenziale marcatore in grado di rivelare la presenza di cancro
alla prostata. E' quanto riferisce uno studio americano della
Columbia University College of Physicians and Surgeons, New York,
NY e della University of Michigan Medical School, Ann Arbor, MI,
USA, pubblicato su Nature di questa settimana, che ha
individuato una molecola, la sarcosina, un derivato della
glicina, che potrebbe diventare un importante indicatore dello
stato di progressione e di diffusione del tumore. Arul
Chinnaiyan e colleghi hanno analizzato il metabolita presente
nelle urine dei malati di cancro alla prostata e lo hanno
confrontato con quello di persone sane ed hanno scoperto che, nei
pazienti che avevano la forma piu' aggressiva del tumore, la
sarcosina era presente nelle urine a livelli notevolmente piu'
alti. Per verificare questo dato, i ricercatori hanno mostrato che
bastava aggiungere sarcosina nelle cellule di un tumore benigno
della prostata, messe in coltura, per trasformarle in cellule
tumorali aggressive e invasive in grado di diffondersi
velocemente. Questo, dicono gli scienziati, indica che la
molecola ha un ruolo importante nell'esito della malattia.
E' la prima volta che viene individutato nelle urine un marker
per il cancro alla prostata e Arul Chinnaiyan, Nicole Fawcett e
Michael M. Shen sperano che presto si possa realizzare un test
facile, efficace e non invasivo, che possa essere usato a fini
diagnostici per offrire nuove opportunita' sia terapeutiche che
chirurgiche ai pazienti.
potenziale marcatore in grado di rivelare la presenza di cancro
alla prostata. E' quanto riferisce uno studio americano della
Columbia University College of Physicians and Surgeons, New York,
NY e della University of Michigan Medical School, Ann Arbor, MI,
USA, pubblicato su Nature di questa settimana, che ha
individuato una molecola, la sarcosina, un derivato della
glicina, che potrebbe diventare un importante indicatore dello
stato di progressione e di diffusione del tumore. Arul
Chinnaiyan e colleghi hanno analizzato il metabolita presente
nelle urine dei malati di cancro alla prostata e lo hanno
confrontato con quello di persone sane ed hanno scoperto che, nei
pazienti che avevano la forma piu' aggressiva del tumore, la
sarcosina era presente nelle urine a livelli notevolmente piu'
alti. Per verificare questo dato, i ricercatori hanno mostrato che
bastava aggiungere sarcosina nelle cellule di un tumore benigno
della prostata, messe in coltura, per trasformarle in cellule
tumorali aggressive e invasive in grado di diffondersi
velocemente. Questo, dicono gli scienziati, indica che la
molecola ha un ruolo importante nell'esito della malattia.
E' la prima volta che viene individutato nelle urine un marker
per il cancro alla prostata e Arul Chinnaiyan, Nicole Fawcett e
Michael M. Shen sperano che presto si possa realizzare un test
facile, efficace e non invasivo, che possa essere usato a fini
diagnostici per offrire nuove opportunita' sia terapeutiche che
chirurgiche ai pazienti.
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