(AGI/REUTERS) - Chicago, 25 giu. - Il gigante farmaceutico
francese Sanofi-Aventis ha iniziato la produzione in larga
scala del vaccino contro la nuova influenza A/H1N1. Lo ha reso
noto la stessa societa spiegando che il procedimento sara'
quello abituale della coltura in uova e che il dosaggio sara'
messo a punto durante i test clinici condotti durante l'estate
nell'emisfero nord. (AGI)
24/06/09
AMBIENTE: ACQUE FIUME AMAZZONIA MAI COSI' ALTE DAL'53
(ANSA) - BRASILIA, 24 GIU - DIVERSE CITTA' DELL'AMAZZONIA
BRASILIANA SONO STATE INONDANTE DALL'ECCEZIONALE INNALZAMENTO
DELLE ACQUE DEL RIO NEGRO, CHE STA FACENDO REGISTRARE
LIVELLI CHE NON SI PRESENTAVANO DALL'ANNO 1953.
LA NOTIZIA E' STATA DIFFUSA OGGI DAI MEDIA DELLA CITTA' DI
MANAUS, SECONDO I QUALI IL RIO NEGRO, CHE SI UNISCE AL SOLIMOES
PROPRIO ALL'ALTEZZA DELLA CITTA' E DA' VITA AL RIO DELLE
AMAZZONI (FIUME CON LA PIU' GRANDE PORTATA D'ACQUA AL MONDO), HA
RAGGIUNTO L'ALTEZZA RECORD DI 26,69 METRI, INONDANDO STRADE E
EDIFICI.
LA SITUAZIONE NON RIGUARDA SOLAMENTE MANAUS, MA ANCHE I
CENTRI ABITATI MINORI DEI DINTORNI. LA PROTEZIONE CIVILE STA IN
QUESTE ORE DISTRIBUENDO TRA LA POPOLAZIONE ASSI DI LEGNO E
CHIODI PER SBARRARE PORTE E FINESTRE E CERCARE DI CONTENERE
L'ACQUA.
LA FREQUENZA E L'ENTITA' DELLE SICCITA' E DELLE INONDAZIONI
E' SENSIBILMENTE AUMENTATA NEGLI ULTIMI ANNI IN AMAZZONIA,
FENOMENO CHE DA PIU' PARTI, TRA LE QUALI ANCHE GREENPEACE, VIENE
IDENTIFICATA COME UNA DELLE CAUSE DELLA DEFORESTAZIONE
INDISCRIMINATA DELLA GIUNGLA.
(ANSA).
BRASILIANA SONO STATE INONDANTE DALL'ECCEZIONALE INNALZAMENTO
DELLE ACQUE DEL RIO NEGRO, CHE STA FACENDO REGISTRARE
LIVELLI CHE NON SI PRESENTAVANO DALL'ANNO 1953.
LA NOTIZIA E' STATA DIFFUSA OGGI DAI MEDIA DELLA CITTA' DI
MANAUS, SECONDO I QUALI IL RIO NEGRO, CHE SI UNISCE AL SOLIMOES
PROPRIO ALL'ALTEZZA DELLA CITTA' E DA' VITA AL RIO DELLE
AMAZZONI (FIUME CON LA PIU' GRANDE PORTATA D'ACQUA AL MONDO), HA
RAGGIUNTO L'ALTEZZA RECORD DI 26,69 METRI, INONDANDO STRADE E
EDIFICI.
LA SITUAZIONE NON RIGUARDA SOLAMENTE MANAUS, MA ANCHE I
CENTRI ABITATI MINORI DEI DINTORNI. LA PROTEZIONE CIVILE STA IN
QUESTE ORE DISTRIBUENDO TRA LA POPOLAZIONE ASSI DI LEGNO E
CHIODI PER SBARRARE PORTE E FINESTRE E CERCARE DI CONTENERE
L'ACQUA.
LA FREQUENZA E L'ENTITA' DELLE SICCITA' E DELLE INONDAZIONI
E' SENSIBILMENTE AUMENTATA NEGLI ULTIMI ANNI IN AMAZZONIA,
FENOMENO CHE DA PIU' PARTI, TRA LE QUALI ANCHE GREENPEACE, VIENE
IDENTIFICATA COME UNA DELLE CAUSE DELLA DEFORESTAZIONE
INDISCRIMINATA DELLA GIUNGLA.
(ANSA).
Giappone - "Kobian", primo robot in grado di esprimere emozioni
Progettato dai ricercatori del politecnico giapponese di Wasada
Roma, 24 giu. (Apcom) - Si chiama "Emotional Humanoid Robot", e'
stato battezzato con un piu' eufemistico "Kobian" dai suoi
creatori ed e' in grado di assumere sette diverse espressioni che
vanno dal disgusto alla gioia, grazie anche ad una doppia
articolazione del colo che gli permette una maggiore espressivita'.
Come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegraph
"Kobian" e' stato progettato dai ricercatori del politecnico
giapponese di Waseda: il vantaggio del simulare emozioni rende il
robot piu' adatto ad interagire con gli esseri umani, tanto che il
passo successivo del progetto prevede che possa venire utilizzato
in ambito ospedaliero.
Roma, 24 giu. (Apcom) - Si chiama "Emotional Humanoid Robot", e'
stato battezzato con un piu' eufemistico "Kobian" dai suoi
creatori ed e' in grado di assumere sette diverse espressioni che
vanno dal disgusto alla gioia, grazie anche ad una doppia
articolazione del colo che gli permette una maggiore espressivita'.
Come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegraph
"Kobian" e' stato progettato dai ricercatori del politecnico
giapponese di Waseda: il vantaggio del simulare emozioni rende il
robot piu' adatto ad interagire con gli esseri umani, tanto che il
passo successivo del progetto prevede che possa venire utilizzato
in ambito ospedaliero.
Etichette:
Innovazione,
Ricerca,
Salute,
Sociale,
Tecnologia
SALUTE: RICERCA USA, IL CANCRO MINACCIA SOPRAVVIVENZA ANIMALI
(AGI) - Londra, 24 giu. - Il cancro minaccia la sopravvivenza
di alcune specie selvatiche. Lo afferma uno studio statunitense
pubblicato sulla rivista specializzata britannica Nature
Reviews Cancer.
"E' chiaro che le attivita' degli uomini contribuiscono
all'aumento dei tumori maligni soprattutto negli animali che
vivono nel mare, continuamente esposti ai cambiamenti
climatici", si legge nell'articolo delle patologhe Denise
McAloose e Alisa Newton. Le ricercatrici della Societa' di
conservazione della Fauna e della Flora di New York hanno
rilevato un aumento negli ultimi anni dei casi di tumore negli
animali. Le specie piu' a rischio sono quelle in via
d'estinzione, come il demonio della Tasmania, un piccolo
marsupiale carnivoro che e' passato da 150.000 esemplari nel
1996 a meno della meta' nel 2008, a causa di un devastante
cancro al viso che nel 65% dei casi si e' esteso al resto del
corpo, colpendo soprattutto i polmoni.
E' molto facile determinare la presenza della malattia in
gruppi ristretti di animali che sono gia' tenuti sotto
controllo, come le balene beluga dell'estuario dei fiume San
Lorenzo in Canada, per cui negli ultimi 17 anni il cancro e'
stato la seconda causa di morte: nel 27% degli esemplari adulti
e' stata registrata la presenza di un tumore. Queste cifre sono
molto simili a quelle che riguardano l'incidenza del cancro
nell'uomo.
Secondo le ricercatrici, c'e' un'elevata incidenza della
malattia "nelle zone gravemente contaminate da sostanze
chimiche", a causa delle attivita' dell'uomo. McAloose e Newton
concludono che "si deve indagare ancora sulle cause del cancro
negli animali per garantire la loro conservazione", anche per
"migliorare la nostra comprensione del cancro che colpisce
l'uomo". (AGI)
di alcune specie selvatiche. Lo afferma uno studio statunitense
pubblicato sulla rivista specializzata britannica Nature
Reviews Cancer.
"E' chiaro che le attivita' degli uomini contribuiscono
all'aumento dei tumori maligni soprattutto negli animali che
vivono nel mare, continuamente esposti ai cambiamenti
climatici", si legge nell'articolo delle patologhe Denise
McAloose e Alisa Newton. Le ricercatrici della Societa' di
conservazione della Fauna e della Flora di New York hanno
rilevato un aumento negli ultimi anni dei casi di tumore negli
animali. Le specie piu' a rischio sono quelle in via
d'estinzione, come il demonio della Tasmania, un piccolo
marsupiale carnivoro che e' passato da 150.000 esemplari nel
1996 a meno della meta' nel 2008, a causa di un devastante
cancro al viso che nel 65% dei casi si e' esteso al resto del
corpo, colpendo soprattutto i polmoni.
E' molto facile determinare la presenza della malattia in
gruppi ristretti di animali che sono gia' tenuti sotto
controllo, come le balene beluga dell'estuario dei fiume San
Lorenzo in Canada, per cui negli ultimi 17 anni il cancro e'
stato la seconda causa di morte: nel 27% degli esemplari adulti
e' stata registrata la presenza di un tumore. Queste cifre sono
molto simili a quelle che riguardano l'incidenza del cancro
nell'uomo.
Secondo le ricercatrici, c'e' un'elevata incidenza della
malattia "nelle zone gravemente contaminate da sostanze
chimiche", a causa delle attivita' dell'uomo. McAloose e Newton
concludono che "si deve indagare ancora sulle cause del cancro
negli animali per garantire la loro conservazione", anche per
"migliorare la nostra comprensione del cancro che colpisce
l'uomo". (AGI)
23/06/09
RICERCA: DOMANI A ROMA CHIUSURA CONVEGNO SU CENTRI COMPETENZA TECNOLOGICA
Roma, 23 giu. - (Adnkronos) - Domani a Roma, all'Auditorium Ara
Pacis, in via Ripetta 190, ultimo giorno di lavori del convegno
dedicato alla Rete dei Centri di competenza tecnologica, strutture
cofinanziate dal ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della
Ricerca e dall'Unione europea, che promuovono lo sviluppo scientifico e tecnologico delle imprese in alcune regioni del Mezzogiorno.
I lavori del convegno inizieranno alle 9.30 e dopo
l'introduzione di Claudia Galletti del Miur e' previsto l'intervento
del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Tra gli interventi
annunciati nella mattinata, anche quello di Andrea Bianchi, direttore generale per la Politica industriale e la Competitivita' del ministero per lo Sviluppo economico.
Pacis, in via Ripetta 190, ultimo giorno di lavori del convegno
dedicato alla Rete dei Centri di competenza tecnologica, strutture
cofinanziate dal ministero dell'Istruzione, dell'Universita' e della
Ricerca e dall'Unione europea, che promuovono lo sviluppo scientifico e tecnologico delle imprese in alcune regioni del Mezzogiorno.
I lavori del convegno inizieranno alle 9.30 e dopo
l'introduzione di Claudia Galletti del Miur e' previsto l'intervento
del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Tra gli interventi
annunciati nella mattinata, anche quello di Andrea Bianchi, direttore generale per la Politica industriale e la Competitivita' del ministero per lo Sviluppo economico.
Etichette:
Ricerca,
Tecnologia
Nucleare - Canada, al via simulazione guasti a tubature reattori
Trasportano a turbine vapore prodotto da reazione nucleare
Roma, 23 giu. (Apcom) - L'Agenzia per la sicurezza del nucleare
in Canada ha manifestato preoccupazione circa la possibilita' che
le condutture che trasportano acqua radioattive nelle centrali
nucleari si rompano, spegnendo i reattori. Cosi', per comprendere
meglio cosa accade quando in caso di uno scoppio delle tubature,
la Commissione canadese sulla sicurezza dell'atomo ha intenzione
di avviare uno studio dove verranno simulate crepe nelle enormi
caldaie dei reattori.
Le caldaie in questione giocano un ruolo cruciale nel processo di
produzione elettrica delle centrali nucleari e sfruttano il
calore che proviene dal nucleo del reattore nucleare per
convertire l'acqua in vapore che, a sua volta, alimenta le
turbine, generando elettricita'. Da questo punto di vista, le
centrali nucleari non sono molto diverse da quelle alimentate a
carbone, almeno secondo Steve Aplin, consulente alle politiche
energetiche del gruppo HDP, con sede a Ottawa.
"L'acqua bollente produce vapore e fa funzionare la turbina", ha
spiegato. I tubi sono mantenuti da supporti che li rendono
stabili ma che nel tempo possono usurarsi: una loro frattura puo'
provocare la fuoriuscita di liquido radioattivo che andrebbe a
finire all'interno della caldaia dove c'e' acqua non radioattiva.
Se accade, "l'acqua della caldaia si mescola velocemente con il
vapore, provocando una variazione improvvisa della pressione". Il
reattore dovrebbe essere spento in modo da permettere ai tecnici
di rintracciare la perdita nelle condutture.
Lo studio, che non ha precedenti, aiutera' la commissione che
sovrintende alla sicurezza del nucleare, a rispondere in caso di
guasto alle tubature.
Roma, 23 giu. (Apcom) - L'Agenzia per la sicurezza del nucleare
in Canada ha manifestato preoccupazione circa la possibilita' che
le condutture che trasportano acqua radioattive nelle centrali
nucleari si rompano, spegnendo i reattori. Cosi', per comprendere
meglio cosa accade quando in caso di uno scoppio delle tubature,
la Commissione canadese sulla sicurezza dell'atomo ha intenzione
di avviare uno studio dove verranno simulate crepe nelle enormi
caldaie dei reattori.
Le caldaie in questione giocano un ruolo cruciale nel processo di
produzione elettrica delle centrali nucleari e sfruttano il
calore che proviene dal nucleo del reattore nucleare per
convertire l'acqua in vapore che, a sua volta, alimenta le
turbine, generando elettricita'. Da questo punto di vista, le
centrali nucleari non sono molto diverse da quelle alimentate a
carbone, almeno secondo Steve Aplin, consulente alle politiche
energetiche del gruppo HDP, con sede a Ottawa.
"L'acqua bollente produce vapore e fa funzionare la turbina", ha
spiegato. I tubi sono mantenuti da supporti che li rendono
stabili ma che nel tempo possono usurarsi: una loro frattura puo'
provocare la fuoriuscita di liquido radioattivo che andrebbe a
finire all'interno della caldaia dove c'e' acqua non radioattiva.
Se accade, "l'acqua della caldaia si mescola velocemente con il
vapore, provocando una variazione improvvisa della pressione". Il
reattore dovrebbe essere spento in modo da permettere ai tecnici
di rintracciare la perdita nelle condutture.
Lo studio, che non ha precedenti, aiutera' la commissione che
sovrintende alla sicurezza del nucleare, a rispondere in caso di
guasto alle tubature.
Etichette:
Energia,
Innovazione,
Nucleare
22/06/09
Clima - Svizzera, ghiacciai si sono ridotti del 12% ultimi 10 anni
Esperti di Zurigo avvertono: persi 9 chilometri cubi di ghiaccio
Zurigo, 22 giu. (Apcom) - I ghiacciai svizzeri hanno perso il 12%
del loro volume nel corso degli ultimi 10 anni: lo afferma uno
studio pubblicato da un gruppo di ricerca di Zurigo. Nel 1999 il
volume totale di ghiaccio sulle montagne svizzere arrivava a 74
chilometri cubi, hanno calcolato gli scienziati.
La Svizzera contava allora 1.063 chilometri quadrati di ghiaccio
di uno spessore medio di 70 metri. Dieci anni dopo, i ghiacciai
hanno perso 9 chilometri cubi di ghiaccio (meno 12%), tra cui 2,6
chilometri cubi solo durante la caldissima estate del 2003. I
ricercatori si dicono pertanto piuttosto preoccupati, affermando
che gli effetti del riscaldamento globale si fanno sempre piu'
sentire. Entro il 2050, le temperature sulle Alpi aumenteranno di
1,8 gradi in inverno e di 2,7 in estate.
Lo scioglimento dei ghiacciai aumenta non solamente il livello
dei mari, ma fa diminuire anche le riserve di acqua potabile e
modifica gli ecosistemi. L'equipe dei ricercatori di Zurigo,
guidati da Martin Funk, hanno utilizzato un metodo di calcolo
meno grossolano di quelli del passato e presentato nell'ultima
edizione di "Global and Planetary Change".
Zurigo, 22 giu. (Apcom) - I ghiacciai svizzeri hanno perso il 12%
del loro volume nel corso degli ultimi 10 anni: lo afferma uno
studio pubblicato da un gruppo di ricerca di Zurigo. Nel 1999 il
volume totale di ghiaccio sulle montagne svizzere arrivava a 74
chilometri cubi, hanno calcolato gli scienziati.
La Svizzera contava allora 1.063 chilometri quadrati di ghiaccio
di uno spessore medio di 70 metri. Dieci anni dopo, i ghiacciai
hanno perso 9 chilometri cubi di ghiaccio (meno 12%), tra cui 2,6
chilometri cubi solo durante la caldissima estate del 2003. I
ricercatori si dicono pertanto piuttosto preoccupati, affermando
che gli effetti del riscaldamento globale si fanno sempre piu'
sentire. Entro il 2050, le temperature sulle Alpi aumenteranno di
1,8 gradi in inverno e di 2,7 in estate.
Lo scioglimento dei ghiacciai aumenta non solamente il livello
dei mari, ma fa diminuire anche le riserve di acqua potabile e
modifica gli ecosistemi. L'equipe dei ricercatori di Zurigo,
guidati da Martin Funk, hanno utilizzato un metodo di calcolo
meno grossolano di quelli del passato e presentato nell'ultima
edizione di "Global and Planetary Change".
Svizzera - Primo intervento al cervello con ultrasuoni
Senza aprire la scatola cranica, annuncia Universita' di Zurigo
Zurigo, 22 giu. (Apcom) - Per la prima volta al mondo dei
neurochirurghi svizzeri hanno effettuato un intervento al
cervello con gli ultrasuoni, e pertanto senza dover aprire la
scatola cranica. Lo annuncia l'Universita' di Zurigo, spiegando
che Daniel Jeanmonod e Ernst Martin hanno applicato alla
chirurgia intracranica la tecnica degli ultrasuoni focalizzati ad
alta intensita', gia' utilizzata da anni in ginecologia e contro i
tumori alla prostata.
Durante uno studio clinico, avviato nel settembre scorso, dieci
adulti sono stati sottoposti all'intervento, che si e' concluso
con successo e senza complicazioni. Le operazioni sono state
effettuate senza anestesia su pazienti totalmente coscienti e in
ambulatorio. I malati trattati soffrivano di dolori di origine
neurologica, ha precisato Martin all'agenzia svizzera Ats. Una
patologia che colpisce spesso le persone che hanno subito
un'amputazione. Il cervello non riceve piu' messaggi dagli arti, i
nervi inviano stimoli che danno dolori. Gli ultrasuoni - secondo
gli esperti - hanno permesso di mettere a tacere questi stimoli.
Gli scienziati sperano ora di poter allargare il campo d'azione
degli ultrasuoni ai tumori al cervello o agli interventi che
seguono gli incidenti vascolari cerebrali.
Zurigo, 22 giu. (Apcom) - Per la prima volta al mondo dei
neurochirurghi svizzeri hanno effettuato un intervento al
cervello con gli ultrasuoni, e pertanto senza dover aprire la
scatola cranica. Lo annuncia l'Universita' di Zurigo, spiegando
che Daniel Jeanmonod e Ernst Martin hanno applicato alla
chirurgia intracranica la tecnica degli ultrasuoni focalizzati ad
alta intensita', gia' utilizzata da anni in ginecologia e contro i
tumori alla prostata.
Durante uno studio clinico, avviato nel settembre scorso, dieci
adulti sono stati sottoposti all'intervento, che si e' concluso
con successo e senza complicazioni. Le operazioni sono state
effettuate senza anestesia su pazienti totalmente coscienti e in
ambulatorio. I malati trattati soffrivano di dolori di origine
neurologica, ha precisato Martin all'agenzia svizzera Ats. Una
patologia che colpisce spesso le persone che hanno subito
un'amputazione. Il cervello non riceve piu' messaggi dagli arti, i
nervi inviano stimoli che danno dolori. Gli ultrasuoni - secondo
gli esperti - hanno permesso di mettere a tacere questi stimoli.
Gli scienziati sperano ora di poter allargare il campo d'azione
degli ultrasuoni ai tumori al cervello o agli interventi che
seguono gli incidenti vascolari cerebrali.
Clima - Meduse trattengono carbonio nel corpo quando affondano
Piu' utili del plancton per assorbire la CO2, secondo scienziati
Roma, 22 giu. (Apcom-Nuova Energia) - Le meduse sono piu' efficaci
del fitoplancton nell'assorbimento e nel trasporto verso le
profondita' marine della CO2. A rivelarlo una ricerca del Leibniz
Institute di Scienze marine di Kiel e del centro nazionale
Oceanografico di Southampton che ha esaminato i resti delle
meduse Pyrosoma atlanticum, scoprendo che un terzo del corpo di
questa specie e' costituito da carbonio, scrive Ecoseed.org.
Le meduse di questa specie sono semitrasparenti e sono grandi
come un pollice umano. Si muovono in milioni nell'Atlantico e nel
loro spostamento trasportano la CO2 verso il fondo dell'Oceano.
Nel maggio del 2006 a largo delle coste ivoriane Mario Lebrato
del Leibniz Institute e Daniel Jones dell'istituto oceanografico
di Southampton hanno scoperto migliaia di carcasse di meduse ad
almeno 500 metri di profondita' che in seguito alle analisi hanno
rivelato un alta percentuale di carbonio.
Questo dato e' stato spiegato dai due esperti con la velocita' di
caduta delle carcasse in fondo al mare. "Non hanno il tempo di
decomporsi in acqua. Per questo raggiungono cosi' velocemente il
fondale senza cambiamenti incluso il carbonio che contengono",
spiegano i due scienziati. "Se questo fenomeno riguardante i
corpi delle Pyrosoma atlanticum fosse globale allora dovremmo
includerlo nei futuri modelli di sistema sulla terra:
trasportando la CO2 dalla superficie dell'oceano alle profondita'
evitano molto efficientemente che questo gas ritorni
nell'atmosfera", ha aggiunto Lebrato.
Roma, 22 giu. (Apcom-Nuova Energia) - Le meduse sono piu' efficaci
del fitoplancton nell'assorbimento e nel trasporto verso le
profondita' marine della CO2. A rivelarlo una ricerca del Leibniz
Institute di Scienze marine di Kiel e del centro nazionale
Oceanografico di Southampton che ha esaminato i resti delle
meduse Pyrosoma atlanticum, scoprendo che un terzo del corpo di
questa specie e' costituito da carbonio, scrive Ecoseed.org.
Le meduse di questa specie sono semitrasparenti e sono grandi
come un pollice umano. Si muovono in milioni nell'Atlantico e nel
loro spostamento trasportano la CO2 verso il fondo dell'Oceano.
Nel maggio del 2006 a largo delle coste ivoriane Mario Lebrato
del Leibniz Institute e Daniel Jones dell'istituto oceanografico
di Southampton hanno scoperto migliaia di carcasse di meduse ad
almeno 500 metri di profondita' che in seguito alle analisi hanno
rivelato un alta percentuale di carbonio.
Questo dato e' stato spiegato dai due esperti con la velocita' di
caduta delle carcasse in fondo al mare. "Non hanno il tempo di
decomporsi in acqua. Per questo raggiungono cosi' velocemente il
fondale senza cambiamenti incluso il carbonio che contengono",
spiegano i due scienziati. "Se questo fenomeno riguardante i
corpi delle Pyrosoma atlanticum fosse globale allora dovremmo
includerlo nei futuri modelli di sistema sulla terra:
trasportando la CO2 dalla superficie dell'oceano alle profondita'
evitano molto efficientemente che questo gas ritorni
nell'atmosfera", ha aggiunto Lebrato.
24 E 27 GIUGNO A ROMA I "PADRI" DELLA TEORIA STRINGHE
(AGI) - Roma, 22 giu. - Chi non ha mai sentito parlare della
Teoria delle Stringhe? Chi non e' rimasto sedotto da quella che
promette di essere la "teoria del tutto"? Il 24 e 27 giugno,
nell'ambito del Convegno internazionale "Strings 2009"
organizzato dall'Infn e dall'Universita' di Roma Tor Vergata i
Musei Scientifici di Roma e il Planetario organizzano tre
appuntamenti speciali per il pubblico per fare chiarezza su una
delle piu' audaci espressioni teoriche del pensiero umano. La
sera del 24 giugno alle 21 il Planetario ospitera' Gabriele
Veneziano, il "padre" delle stringhe, che ideo' la teoria nel
1968 al Cern di Ginevra. Sara' proprio lui a raccontare il
significato di una visione dell'universo basata sulle stringhe
e a metterla a confronto con la teoria del Big Bang, in una
serata intitolata "Big Bang e Stringhe a Confronto: il Tempo ha
davvero avuto un inizio?" Con l'intervento di Veneziano
riprende la fortunata serie degli "Incontri della Luna Piena",
promossi dal Planetario fin dal 2004, che ha portato sotto la
cupola, a diretto contatto col pubblico, decine di astronomi e
scienziati di fama internazionale. Il 27 giugno i grandi guru
della teoria delle stringhe incontreranno il pubblico
all'Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi dalle 10 alle
13). Interverranno Nicola Cabibbo (Universita' di Roma La
Sapienza, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze)
su "Particelle elementari all'acceleratore LHC"; Edward Witten
(Institute for Advanced Studies di Princeton, USA e Cern) su
"What is Ahead in Particle Physics?" e Brian Greene (Columbia
University, New York), notissimo scienziato e divulgatore,
autore del best seller "L'Universo Elegante". L'intervento di
Greene sara' incentrato su una domanda fondamentale: "One
Universe or Many?" Gli interventi di Brian Greene e di Edward
Witten si svolgeranno in lingua inglese. Nel pomeriggio del 27
giugno a partire dalle ore 16 si svolgera' sempre in sala
Petrassi una tavola rotonda che allarghera' il tema dalle
conquiste della scienza e del pensiero alle loro applicazioni
politiche e sociali: "Pace, Sviluppo ed Energia". Alla
discussione, moderata da Carlo Schaerf (Universita' di Roma Tor
Vergata e Isodarco) e aperta alle domande del pubblico,
interverranno ospiti prestigiosi: Seifallah Randjbar-Daemi
(Assistant Director, Ictp, Trieste), Maurizio Martellini
(Direttore Centro Volta, Como), Enrico Testa (Managing Director
Rothschild), Paola Batistoni (Enea), Marco Bersani (Attac). La
conferenza di Gabriele Veneziano al Planetario e' ad ingresso
gratuito su prenotazione. Biglietto d'ingresso per l'evento
all'Auditorium del 27 giugno: 1 euro. (AGI)
Teoria delle Stringhe? Chi non e' rimasto sedotto da quella che
promette di essere la "teoria del tutto"? Il 24 e 27 giugno,
nell'ambito del Convegno internazionale "Strings 2009"
organizzato dall'Infn e dall'Universita' di Roma Tor Vergata i
Musei Scientifici di Roma e il Planetario organizzano tre
appuntamenti speciali per il pubblico per fare chiarezza su una
delle piu' audaci espressioni teoriche del pensiero umano. La
sera del 24 giugno alle 21 il Planetario ospitera' Gabriele
Veneziano, il "padre" delle stringhe, che ideo' la teoria nel
1968 al Cern di Ginevra. Sara' proprio lui a raccontare il
significato di una visione dell'universo basata sulle stringhe
e a metterla a confronto con la teoria del Big Bang, in una
serata intitolata "Big Bang e Stringhe a Confronto: il Tempo ha
davvero avuto un inizio?" Con l'intervento di Veneziano
riprende la fortunata serie degli "Incontri della Luna Piena",
promossi dal Planetario fin dal 2004, che ha portato sotto la
cupola, a diretto contatto col pubblico, decine di astronomi e
scienziati di fama internazionale. Il 27 giugno i grandi guru
della teoria delle stringhe incontreranno il pubblico
all'Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi dalle 10 alle
13). Interverranno Nicola Cabibbo (Universita' di Roma La
Sapienza, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze)
su "Particelle elementari all'acceleratore LHC"; Edward Witten
(Institute for Advanced Studies di Princeton, USA e Cern) su
"What is Ahead in Particle Physics?" e Brian Greene (Columbia
University, New York), notissimo scienziato e divulgatore,
autore del best seller "L'Universo Elegante". L'intervento di
Greene sara' incentrato su una domanda fondamentale: "One
Universe or Many?" Gli interventi di Brian Greene e di Edward
Witten si svolgeranno in lingua inglese. Nel pomeriggio del 27
giugno a partire dalle ore 16 si svolgera' sempre in sala
Petrassi una tavola rotonda che allarghera' il tema dalle
conquiste della scienza e del pensiero alle loro applicazioni
politiche e sociali: "Pace, Sviluppo ed Energia". Alla
discussione, moderata da Carlo Schaerf (Universita' di Roma Tor
Vergata e Isodarco) e aperta alle domande del pubblico,
interverranno ospiti prestigiosi: Seifallah Randjbar-Daemi
(Assistant Director, Ictp, Trieste), Maurizio Martellini
(Direttore Centro Volta, Como), Enrico Testa (Managing Director
Rothschild), Paola Batistoni (Enea), Marco Bersani (Attac). La
conferenza di Gabriele Veneziano al Planetario e' ad ingresso
gratuito su prenotazione. Biglietto d'ingresso per l'evento
all'Auditorium del 27 giugno: 1 euro. (AGI)
Etichette:
Innovazione,
Ricerca,
Scienza,
Universita'
18/06/09
USA PASSANO A DIGITALE,MA MIGLIAIA DI FAMIGLIE RINUNCIANO A TV
(AGI) - Washington, 18 giu. - Mentre alcune regioni italiane
stanno sperimentando il passaggio al digitale terrestre, dagli
Stati Uniti arriva una doccia fredda per l'industria
televisiva: centinaia di migliaia di famiglie hanno deciso di
fare a meno della tv rinunciando ad acquistare il decoder
digitale. Secondo i dati forniti dall'osservatorio sulle tv
locali e nazionali Usa 'Nielsen' e rilanciati dal 'Media Daily
News', a una settimana dalla disattivazione del sistema
analogico, il 2,2% delle famiglie - circa un milione mezzo di
persone - e' rimasto senza segnale tv. E, a quanto pare, non ha
nemmeno protestato piu' di tanto: una rilevazione del 'National
Association of Broadcasters' (Nab) ha registrato un "moderato"
volume di richieste di informazioni o reclami di utenti turbati
dall'oscuramento del proprio televisore. (AGI)
stanno sperimentando il passaggio al digitale terrestre, dagli
Stati Uniti arriva una doccia fredda per l'industria
televisiva: centinaia di migliaia di famiglie hanno deciso di
fare a meno della tv rinunciando ad acquistare il decoder
digitale. Secondo i dati forniti dall'osservatorio sulle tv
locali e nazionali Usa 'Nielsen' e rilanciati dal 'Media Daily
News', a una settimana dalla disattivazione del sistema
analogico, il 2,2% delle famiglie - circa un milione mezzo di
persone - e' rimasto senza segnale tv. E, a quanto pare, non ha
nemmeno protestato piu' di tanto: una rilevazione del 'National
Association of Broadcasters' (Nab) ha registrato un "moderato"
volume di richieste di informazioni o reclami di utenti turbati
dall'oscuramento del proprio televisore. (AGI)
Etichette:
Digitale,
Informatica,
Sociale,
Tecnologia
Nucleare - Reattore a fusione Iter iniziera' a funzionare nel 2018
Ma piena operativita' solo dopo otto anni
Parigi, 18 giu. (Apcom) - Il reattore sperimentale a fusione
nucleare Iter iniziera' a funzionare sul sito francese di
Cadarache nel 2018 ma sara' pienamente operativo solo 8 anni piu'
tardi: lo ha annunciato il Consiglio di Amministrazione del
progetto internazionale, riunitosi a Tokyo.
Il Consiglio - nel quale sono rappresentati Ue, Cina, India,
Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti - ha approvato un
approccio graduale con una sperimentazione dei componenti per
evitare la possibilita' di problemi una volta completamente
assemblato il reattore, come accaduto invece all'Lhc di Ginevra,
finito in avaria qualche giorno dopo l'inaugurazione.
Nessuna conferma invece sui costi del progetto, che secondo la
stampa francese sarebbero raddoppiati dai 5 miliardi di euro
previsti inizialmente a 10 miliardi di euro, senza contare altri
5 miliardi di euro per la messa in funzione: il Consiglio
esaminera' la questione nel prossimo mese di novembre.
L'Iter basa il suo funzionamento sul principio della fusione
nucleare, analogamente a quanto avviene all'interno delle stelle;
il reattore sperimentale ha l'obbiettivo di provare che la
fusione e' tecnicamente possibile con componenti e tecnologie gia'
disponibili sul mercato: non dovrebbe produrre energia ma
semplicemente autoalimentarsi.
I problemi tecnologici da superare sono tuttavia assai complessi,
anche perche' il plasma dal quale ricavare l'energia e' a una
temperatura troppo elevata (150 milioni di gradi) per poter
essere custodito a contatto da un qualsiasi materiale solido: e'
necessario dunque contenerlo entro un campo magnetico, che da
solo assorbira' dal 5% al 10% dell'energia prodotta a ciclo
continuo dal reattore, valutata in circa 500 megawatt.
Parigi, 18 giu. (Apcom) - Il reattore sperimentale a fusione
nucleare Iter iniziera' a funzionare sul sito francese di
Cadarache nel 2018 ma sara' pienamente operativo solo 8 anni piu'
tardi: lo ha annunciato il Consiglio di Amministrazione del
progetto internazionale, riunitosi a Tokyo.
Il Consiglio - nel quale sono rappresentati Ue, Cina, India,
Giappone, Corea del Sud, Russia e Stati Uniti - ha approvato un
approccio graduale con una sperimentazione dei componenti per
evitare la possibilita' di problemi una volta completamente
assemblato il reattore, come accaduto invece all'Lhc di Ginevra,
finito in avaria qualche giorno dopo l'inaugurazione.
Nessuna conferma invece sui costi del progetto, che secondo la
stampa francese sarebbero raddoppiati dai 5 miliardi di euro
previsti inizialmente a 10 miliardi di euro, senza contare altri
5 miliardi di euro per la messa in funzione: il Consiglio
esaminera' la questione nel prossimo mese di novembre.
L'Iter basa il suo funzionamento sul principio della fusione
nucleare, analogamente a quanto avviene all'interno delle stelle;
il reattore sperimentale ha l'obbiettivo di provare che la
fusione e' tecnicamente possibile con componenti e tecnologie gia'
disponibili sul mercato: non dovrebbe produrre energia ma
semplicemente autoalimentarsi.
I problemi tecnologici da superare sono tuttavia assai complessi,
anche perche' il plasma dal quale ricavare l'energia e' a una
temperatura troppo elevata (150 milioni di gradi) per poter
essere custodito a contatto da un qualsiasi materiale solido: e'
necessario dunque contenerlo entro un campo magnetico, che da
solo assorbira' dal 5% al 10% dell'energia prodotta a ciclo
continuo dal reattore, valutata in circa 500 megawatt.
Etichette:
Energia,
Nucleare,
Tecnologia
17/06/09
Studio - Dinosauro cinese potrebbe essere antenato degli uccelli
Scoperto esemplare risalente al Giurassico
Parigi, 17 giu. (Apcom) - La scoperta in Cina di un dinosauro di
155 milioni di anni potrebbe far luce sulla misteriosa origine
della comparsa delle ali degli uccelli. E' quanto afferma uno
studio pubblicato dalla rivista Nature.
L'equipe del professor Xing Xu, che ha gia' al suo attivo un
sorprendente numero di scoperte, con il Limusaurus
inextricabilis, rida' credito alla teoria secondo la quale alcuni
dinosauri sarebbero gli antenati degli uccelli. Questo
ceratosauro erbivoro, scoperto nella formazione giurassica di
Shishugou nel bacino del Junggar (ovest della Cina), fa parte del
sotto-ordine dei teropodi, i dinosauri che si reggono sulle zampe
posteriori e sono in generale carnivori.
Secondo la teoria in voga fino a dieci anni fa, gli uccelli
hanno sviluppato le ali a partire dalle membra anteriori dei
piccoli teropodi. Fra questi, il piu' antico conosciuto e'
l'Archeopterix, che risale a circa 150 milioni di anni fa.
Ma con la conoscenza dello sviluppo embrionale degli uccelli,
questa teoria era stata messa in disparte alla fine degli anni
90. Le dita piu' sviluppate dei teropodi corrispondono in effetti
a primo, secondo e terzo dito, mentre negli embrioni di uccelli,
quelli che si trasformano nelle ali sono il primo, il terzo e il
quarto.
Alcuni paleontologi avevano concluso che era impossibile che le
ali degli uccelli si siano sviluppate dagli arti dei teropodi. Ma
nel Limusaurus inextricabilis, il primo dito e' estremamente
piccolo, mentre il secondo, il terzo e il quarto sono molto
sviluppati.
Secondo il professor Xu, dell'Istituto di paleontologia dei
vertebrati e di paleoantropologia di Pechino, questo ceratosauro
potrebbe rappresentare una tappa intermedia dell'evoluzione fra i
dinosauri e i primi uccelli.
Parigi, 17 giu. (Apcom) - La scoperta in Cina di un dinosauro di
155 milioni di anni potrebbe far luce sulla misteriosa origine
della comparsa delle ali degli uccelli. E' quanto afferma uno
studio pubblicato dalla rivista Nature.
L'equipe del professor Xing Xu, che ha gia' al suo attivo un
sorprendente numero di scoperte, con il Limusaurus
inextricabilis, rida' credito alla teoria secondo la quale alcuni
dinosauri sarebbero gli antenati degli uccelli. Questo
ceratosauro erbivoro, scoperto nella formazione giurassica di
Shishugou nel bacino del Junggar (ovest della Cina), fa parte del
sotto-ordine dei teropodi, i dinosauri che si reggono sulle zampe
posteriori e sono in generale carnivori.
Secondo la teoria in voga fino a dieci anni fa, gli uccelli
hanno sviluppato le ali a partire dalle membra anteriori dei
piccoli teropodi. Fra questi, il piu' antico conosciuto e'
l'Archeopterix, che risale a circa 150 milioni di anni fa.
Ma con la conoscenza dello sviluppo embrionale degli uccelli,
questa teoria era stata messa in disparte alla fine degli anni
90. Le dita piu' sviluppate dei teropodi corrispondono in effetti
a primo, secondo e terzo dito, mentre negli embrioni di uccelli,
quelli che si trasformano nelle ali sono il primo, il terzo e il
quarto.
Alcuni paleontologi avevano concluso che era impossibile che le
ali degli uccelli si siano sviluppate dagli arti dei teropodi. Ma
nel Limusaurus inextricabilis, il primo dito e' estremamente
piccolo, mentre il secondo, il terzo e il quarto sono molto
sviluppati.
Secondo il professor Xu, dell'Istituto di paleontologia dei
vertebrati e di paleoantropologia di Pechino, questo ceratosauro
potrebbe rappresentare una tappa intermedia dell'evoluzione fra i
dinosauri e i primi uccelli.
Etichette:
Paleontologia,
Ricerca,
Storia,
Zoologia
Cina e Russia potenziano loro industria pesante per nucleare
In Russia piu' grande forgia per costruire reattori del mondo
Roma, 17 giu. (Apcom) - Raggiunti due obiettivi storici nel campo
delle tecnologie nucleari di grandi dimensioni: la prima forgia
"superpotente" Russa, la piu' grande nel mondo, e il primo grande
contenitore di pressione completamente fatto in Cina. Una
cerimonia avvenuta il 15 giugno scorso ha segnato la partenza del
contenitore di pressione per il reattore dell'unita' 4
dell'impianto cinese di Ling Ao Phase II. Il componente, lungo
oltre 13 metri e pesante piu' di 320 tonnellate, e' stato costruito
nelle industrie di Dongfang (Guangzhou) Heavy Machinery's Nansha,
nella provincia di Guangdong. L'unita' 3 e 4 dell'impianto di Ling
Ao Phase II inizieranno le operazioni commerciali alla fine del
2010 e 2011 rispettivamente.
La China Guangdong Nuclear Power Company (CGNPC), proprietaria
dell'impianto, ha detto che il successo nella costruzione del
componente e' "un risultato fondamentale nell'accelerazione del
progresso di indipendenza nel campo del nucleare". Nel frattempo,
in Russia, gli sforzi per aumentare il proprio supply chain
nucleare hanno dato i loro frutti, con il completamento del
"complesso di fusione dell'acciaio superpotente di nuova
generazione" da parte del Izhorskiye Zavody di OMZ.
Il complesso e' capace di fondere singoli lingotti del peso di 600
tonnellate, permettendo alla OMZ di raggiungere il gigante
giapponese Steel Works nel campo delle forge super-pesanti. Gli
sviluppi della OMZ fanno parte di un piano strategico della
Russia di potenziamento del campo dell'energia. Per l'OMZ le
nuove capacita' sviluppate "metteranno fine al monopolio dei
prodotto stranieri. Confermiamo la nostra volonta' di prendere
parte attivamente al mercato e di competere con le industrie
occidentali nel campo dell'energia nucleare".
Roma, 17 giu. (Apcom) - Raggiunti due obiettivi storici nel campo
delle tecnologie nucleari di grandi dimensioni: la prima forgia
"superpotente" Russa, la piu' grande nel mondo, e il primo grande
contenitore di pressione completamente fatto in Cina. Una
cerimonia avvenuta il 15 giugno scorso ha segnato la partenza del
contenitore di pressione per il reattore dell'unita' 4
dell'impianto cinese di Ling Ao Phase II. Il componente, lungo
oltre 13 metri e pesante piu' di 320 tonnellate, e' stato costruito
nelle industrie di Dongfang (Guangzhou) Heavy Machinery's Nansha,
nella provincia di Guangdong. L'unita' 3 e 4 dell'impianto di Ling
Ao Phase II inizieranno le operazioni commerciali alla fine del
2010 e 2011 rispettivamente.
La China Guangdong Nuclear Power Company (CGNPC), proprietaria
dell'impianto, ha detto che il successo nella costruzione del
componente e' "un risultato fondamentale nell'accelerazione del
progresso di indipendenza nel campo del nucleare". Nel frattempo,
in Russia, gli sforzi per aumentare il proprio supply chain
nucleare hanno dato i loro frutti, con il completamento del
"complesso di fusione dell'acciaio superpotente di nuova
generazione" da parte del Izhorskiye Zavody di OMZ.
Il complesso e' capace di fondere singoli lingotti del peso di 600
tonnellate, permettendo alla OMZ di raggiungere il gigante
giapponese Steel Works nel campo delle forge super-pesanti. Gli
sviluppi della OMZ fanno parte di un piano strategico della
Russia di potenziamento del campo dell'energia. Per l'OMZ le
nuove capacita' sviluppate "metteranno fine al monopolio dei
prodotto stranieri. Confermiamo la nostra volonta' di prendere
parte attivamente al mercato e di competere con le industrie
occidentali nel campo dell'energia nucleare".
Etichette:
Energia,
Inquinamento,
Nucleare
Toscana - WWF e regione:un progetto per salvaguardia biodiversita'
Tra Lucca e Massa, un'"arca" che ospita 139 specie diverse
Roma, 17 giu. (Apcom) - Salvare la biodiversita' e cioe' la grande
varieta' di specie animali e vegetali di cui la regione Toscana e'
particolarmente ricca, con le sue 3.250 specie di flora, 84 di
mammiferi, 421 di uccelli, 19 di anfibi, 22 di rettili, oltre 60
di pesci ed una grande varieta' di invertebrati. Un patrimonio
prezioso ma a rischio, se si pensa che negli ultimi 40 anni nel
mondo e' scomparso un quarto delle specie animali terrestri e
quasi il 30% di quelle marine e di acqua dolce, numeri destinati
a peggiorare a causa del riscaldamento globale. Secondo l'Agenzia
europea per l'ambiente tra il 40 e il 70% delle specie d'uccelli
e tra il 50 e l'80% degli habitat della flora e della fauna
europee si trovano in uno stato di conservazione critico.
E' l'appello fatto dal WWF che insieme alla regione Toscana hanno
sottoscritto un anno fa un accordo per salvare questa ricchezza
ed e' in questi giorni che si sono incontrati in un convegno che
si e' tenuto all'Auditorium del Consiglio Regionale per parlare
dei risultati ottenuti.
La Toscana, nell'area a cavallo tra le province di Lucca e Massa,
che ospita 139 specie diverse e' la piu' ricca di biodiversita',
una vera e propria "arca", l'ha definita l'assessore regionale
ai parchi.
Ma di "arche", in Toscana, ce ne sono molte e tutte da
proteggere: dalle Alpi Apuane, all'arcipelago toscano con le sue
sette bellissime isole. L'obiettivo di regione e Wwf e' quello di
individuare azioni per proteggerle, considerando che oltre la
meta' delle zone in cui sono presenti specie da salvaguardare, si
trova all'interno di aree protette, che in Toscana rappresentano
quasi il 10% della superficie regionale. Per l'assessore e' maturo
il momento perche' il Parlamento europeo recentemente eletto
decida di creare uno specifico fondo a tutela della biodiversita',
a cui attingere con un meccanismo simile a quello dei fondi
strutturali. Il valore aggiunto della metodologia che la Regione
Toscana ha deciso di adottare per redigere il proprio Piano di
Azione regionale per la conservazione della biodiversita' e' la
capacita' di mettere insieme la migliore conoscenza scientifica
disponibile con la partecipazione del maggior numero possibile di
attori sociali, istituzionali ed economici che a vario titolo
sono coinvolti ed interessati alla gestione delle risorse
naturali della Toscana.
L'Italia infatti per il momento non dispone di un programma
nazionale di tutela della biodiversita' e il lavoro che Wwf e
Regione Toscana stanno facendo puo' servire da guida per tutto il
territorio nazionale.
La Toscana fin dal 1997 con la banca dati Re.na.to (Repertorio
naturalistico toscano) e dal 2004 con quella Biomart (Biologia
marina Regione Toscana) ha operato un accurato censimento di
tutte le specie animali e vegetali presenti sul suo territorio,
dove si trova anche il piu' grande parco marino d'Europa, quello
dell'Arcipelago toscano, che tutela 61.000 ettari marini e 18.000
terrestri e comprende tutte le sette isole principali.
L'obiettivo per il 2010 del progetto Regione-Wwf e' quello di
individuare le cause di minaccia per la vita di animali e piante
e le azioni da intraprendere per salvaguardarla.
L'arcipelago toscano per le sue acque limpide ricche di
nutrienti e per la varieta' dei fondali ospita spesso specie non
autoctone, animali di passaggio o che in queste acque possono
trovare ricovero. E' successo ad una tartaruga marina Caretta
caretta, che ha avuto gravi danni agli occhi a causa di pratiche
di pesca non etica. Soccorsa e curata, ora vive a Marina di Campo
nel primo acquario privato dell'Isola d'Elba e d'Italia,
considerato fra i piu' completi tra quelli esistenti nel
Mediterraneo: una vecchia discoteca trasformata dalla famiglia
Tiberto "in nicchia ecologica marina", che conta piu' di cento
vasche che ospitano tante specie di pesci. Molti sono arrivati
qui perche' rimasti impigliati nelle reti. Se ne contano almeno
150, piu' altre 150 tra invertebrati, molluschi e crostacei, e in
piu' la tartaruga che ormai cieca non potrebbe godere della
liberta' di nuotare nelle acque del mare.
L'Acquario dell'Elba e' stato oggetto nei giorni scorsi di una
visita di studio dei giornalisti scientifici dell'Ugis, che ha
toccato vari punti di interesse sull'isola. Tra gli altri il
grande Parco minerario dell'Elba, visitato nelle profondita' della
miniera del Ginevro a Capoliveri con la guida dello stesso
presidente del Parco, Alessandro Squarci, e le Terme San
Giovanni, dove - dopo anni di studi e di sperimentazioni sotto la
guida del dott. Ernesto Somigli - si e' arrivati alla produzione,
dalle alghe del bacino termale, di un decotto che si e' rivelato
molto efficace per il rapido recupero degli atleti dopo intensi
sforzi fisici.
Roma, 17 giu. (Apcom) - Salvare la biodiversita' e cioe' la grande
varieta' di specie animali e vegetali di cui la regione Toscana e'
particolarmente ricca, con le sue 3.250 specie di flora, 84 di
mammiferi, 421 di uccelli, 19 di anfibi, 22 di rettili, oltre 60
di pesci ed una grande varieta' di invertebrati. Un patrimonio
prezioso ma a rischio, se si pensa che negli ultimi 40 anni nel
mondo e' scomparso un quarto delle specie animali terrestri e
quasi il 30% di quelle marine e di acqua dolce, numeri destinati
a peggiorare a causa del riscaldamento globale. Secondo l'Agenzia
europea per l'ambiente tra il 40 e il 70% delle specie d'uccelli
e tra il 50 e l'80% degli habitat della flora e della fauna
europee si trovano in uno stato di conservazione critico.
E' l'appello fatto dal WWF che insieme alla regione Toscana hanno
sottoscritto un anno fa un accordo per salvare questa ricchezza
ed e' in questi giorni che si sono incontrati in un convegno che
si e' tenuto all'Auditorium del Consiglio Regionale per parlare
dei risultati ottenuti.
La Toscana, nell'area a cavallo tra le province di Lucca e Massa,
che ospita 139 specie diverse e' la piu' ricca di biodiversita',
una vera e propria "arca", l'ha definita l'assessore regionale
ai parchi.
Ma di "arche", in Toscana, ce ne sono molte e tutte da
proteggere: dalle Alpi Apuane, all'arcipelago toscano con le sue
sette bellissime isole. L'obiettivo di regione e Wwf e' quello di
individuare azioni per proteggerle, considerando che oltre la
meta' delle zone in cui sono presenti specie da salvaguardare, si
trova all'interno di aree protette, che in Toscana rappresentano
quasi il 10% della superficie regionale. Per l'assessore e' maturo
il momento perche' il Parlamento europeo recentemente eletto
decida di creare uno specifico fondo a tutela della biodiversita',
a cui attingere con un meccanismo simile a quello dei fondi
strutturali. Il valore aggiunto della metodologia che la Regione
Toscana ha deciso di adottare per redigere il proprio Piano di
Azione regionale per la conservazione della biodiversita' e' la
capacita' di mettere insieme la migliore conoscenza scientifica
disponibile con la partecipazione del maggior numero possibile di
attori sociali, istituzionali ed economici che a vario titolo
sono coinvolti ed interessati alla gestione delle risorse
naturali della Toscana.
L'Italia infatti per il momento non dispone di un programma
nazionale di tutela della biodiversita' e il lavoro che Wwf e
Regione Toscana stanno facendo puo' servire da guida per tutto il
territorio nazionale.
La Toscana fin dal 1997 con la banca dati Re.na.to (Repertorio
naturalistico toscano) e dal 2004 con quella Biomart (Biologia
marina Regione Toscana) ha operato un accurato censimento di
tutte le specie animali e vegetali presenti sul suo territorio,
dove si trova anche il piu' grande parco marino d'Europa, quello
dell'Arcipelago toscano, che tutela 61.000 ettari marini e 18.000
terrestri e comprende tutte le sette isole principali.
L'obiettivo per il 2010 del progetto Regione-Wwf e' quello di
individuare le cause di minaccia per la vita di animali e piante
e le azioni da intraprendere per salvaguardarla.
L'arcipelago toscano per le sue acque limpide ricche di
nutrienti e per la varieta' dei fondali ospita spesso specie non
autoctone, animali di passaggio o che in queste acque possono
trovare ricovero. E' successo ad una tartaruga marina Caretta
caretta, che ha avuto gravi danni agli occhi a causa di pratiche
di pesca non etica. Soccorsa e curata, ora vive a Marina di Campo
nel primo acquario privato dell'Isola d'Elba e d'Italia,
considerato fra i piu' completi tra quelli esistenti nel
Mediterraneo: una vecchia discoteca trasformata dalla famiglia
Tiberto "in nicchia ecologica marina", che conta piu' di cento
vasche che ospitano tante specie di pesci. Molti sono arrivati
qui perche' rimasti impigliati nelle reti. Se ne contano almeno
150, piu' altre 150 tra invertebrati, molluschi e crostacei, e in
piu' la tartaruga che ormai cieca non potrebbe godere della
liberta' di nuotare nelle acque del mare.
L'Acquario dell'Elba e' stato oggetto nei giorni scorsi di una
visita di studio dei giornalisti scientifici dell'Ugis, che ha
toccato vari punti di interesse sull'isola. Tra gli altri il
grande Parco minerario dell'Elba, visitato nelle profondita' della
miniera del Ginevro a Capoliveri con la guida dello stesso
presidente del Parco, Alessandro Squarci, e le Terme San
Giovanni, dove - dopo anni di studi e di sperimentazioni sotto la
guida del dott. Ernesto Somigli - si e' arrivati alla produzione,
dalle alghe del bacino termale, di un decotto che si e' rivelato
molto efficace per il rapido recupero degli atleti dopo intensi
sforzi fisici.
SPAZIO: LANCIO ENDEAVOUR, LA NASA CI RIPROVA L'11 LUGLIO
(AGI/AFP) - Cape Canaveral (Florida), 17 giu. - Il prossimo
tentativo di lancio dello Shuttle Endeavour, cancellato due
volte da sabato a causa di una fuga di idrogeno liquido, sara'
effettuato l'11 luglio. Lo ha annunciato la Nasa, costretto a
rinviare il lancio per una perdita di combustibile individuata
nella base finale del rifornimento del serbatoio. La fuga, che
ha cause ancora ignote, si e' verificata nello stesso punto in
cui era avvenuta sabato; ed e' simile a quella scoperta in
marzo poco prima della partenza del 'Discovery'. (AGI)
tentativo di lancio dello Shuttle Endeavour, cancellato due
volte da sabato a causa di una fuga di idrogeno liquido, sara'
effettuato l'11 luglio. Lo ha annunciato la Nasa, costretto a
rinviare il lancio per una perdita di combustibile individuata
nella base finale del rifornimento del serbatoio. La fuga, che
ha cause ancora ignote, si e' verificata nello stesso punto in
cui era avvenuta sabato; ed e' simile a quella scoperta in
marzo poco prima della partenza del 'Discovery'. (AGI)
Etichette:
Energia,
Ricerca,
Spazio,
Tecnologia
SPAZIO: FUGA IDROGENO, SECONDO RINVIO DEL LANCIO ENDEAVOUR
(AGI/REUTERS/AFP) - Cape Canaveral (Florida), 16 giu.- Per la
seconda volta nel giro di pochi giorni la Nasa e' stata
costretta a rinviare il lancio della navetta Endeavour: una
fuga di combustibile, limitata ma che la Nasa considera
potenzialmente pericolosa, ha provocato prima la sospensione
del rifornimento del serbatoio esterno dell'Endeavour e poi il
rinvio della missione.
La navetta doveva partire partire oggi alle 11:40 ora
italiana dal Kennedy Space Center alla volta della Stazione
Spaziale Internazionale per una missione di 16 giorni durante
la quale avrebbe dovuto completare l'installazione del
laboratorio spaziale giapponese Kibo. Gia' martedi' la Nasa
aveva temporaneamente sospeso il conto alla rovescia a causa di
una serie di tempeste elettriche sulla zona del centro spaziale
Kennedy: un problema meteorologico che aveva messo in dubbio
all'ultimo momento la partenza dello shuttle. Adesso il nuovo
rinvio, dovuto a un problema del tutto simile a quello
accertato sabato scorso, quando era stata individuata
un'infiltrazione di idrogeno liquido tra uno dei serbatoi
esterni e quello interno della navetta. (AGI)
seconda volta nel giro di pochi giorni la Nasa e' stata
costretta a rinviare il lancio della navetta Endeavour: una
fuga di combustibile, limitata ma che la Nasa considera
potenzialmente pericolosa, ha provocato prima la sospensione
del rifornimento del serbatoio esterno dell'Endeavour e poi il
rinvio della missione.
La navetta doveva partire partire oggi alle 11:40 ora
italiana dal Kennedy Space Center alla volta della Stazione
Spaziale Internazionale per una missione di 16 giorni durante
la quale avrebbe dovuto completare l'installazione del
laboratorio spaziale giapponese Kibo. Gia' martedi' la Nasa
aveva temporaneamente sospeso il conto alla rovescia a causa di
una serie di tempeste elettriche sulla zona del centro spaziale
Kennedy: un problema meteorologico che aveva messo in dubbio
all'ultimo momento la partenza dello shuttle. Adesso il nuovo
rinvio, dovuto a un problema del tutto simile a quello
accertato sabato scorso, quando era stata individuata
un'infiltrazione di idrogeno liquido tra uno dei serbatoi
esterni e quello interno della navetta. (AGI)
Etichette:
Fisica,
Ricerca,
Spazio,
Tecnologia
16/06/09
AUTO: PRESENTATO PROTOTIPO "URBAN CAR", ALIMENTATA A IDROGENO
(AGI) - Londra, 16 giu. - E' stata presentato a Londra il
prototipo della Riversimple Urban Car, un'auto compatta a due
posti alimentata a idrogeno che sara' lanciata sul mercato nel
2013. Lo ha riferito la Cnn. La vettura dal piu' basso livello
di emissioni di carbonio e' opera di un ex ingegnere di corse
automobilistiche e ha un progetto "open surce", ossia
sfruttabile da altri produttori per personalizzarla secondo le
proprie esigenze. Per la ricerca e lo sviluppo del prorotipo ci
sono voluti nove anni. La velocita' massima e' di 80 chilometri
all'ora e l'autonomia di circa 400 chilometri. Pesa solo 350
chiloggrammi e ha un sistema di fuel cell di capacita' limitata
a 6 Kw, sufficienti a mantenere la velocita' di crociera. (AGI)
prototipo della Riversimple Urban Car, un'auto compatta a due
posti alimentata a idrogeno che sara' lanciata sul mercato nel
2013. Lo ha riferito la Cnn. La vettura dal piu' basso livello
di emissioni di carbonio e' opera di un ex ingegnere di corse
automobilistiche e ha un progetto "open surce", ossia
sfruttabile da altri produttori per personalizzarla secondo le
proprie esigenze. Per la ricerca e lo sviluppo del prorotipo ci
sono voluti nove anni. La velocita' massima e' di 80 chilometri
all'ora e l'autonomia di circa 400 chilometri. Pesa solo 350
chiloggrammi e ha un sistema di fuel cell di capacita' limitata
a 6 Kw, sufficienti a mantenere la velocita' di crociera. (AGI)
Etichette:
Ambiente,
Energia,
Innovazione,
Inquinamento
Cina - Buon risultato per reattore nucleare a fusione
Ricercatori sono riusciti a confinare plasma con nuova tecnologia
Roma, 16 giu. (Apcom) - Raggiunto un importante obiettivo verso
la creazione di un reattore sperimentale a fusione nucleare in
Cina. I ricercatori dell'impianto Tokamak HL-2A dell'Istituto di
Fisica di Chengdu sono infatti riusciti a confinare la reazione
di fusione nucleare all'interno di un campo magnetico. Si tratta
di un passo in avanti determinante per lo sviluppo di questa
immensa fonte di energia derivata dalla fusione di due atomi di
idrogeno.
Il buon esito dell'esperimento - si legge sul Quotidiano del
Popolo - ha suscitato anche l'apprezzamento dell'intera comunita'
scientifica internazionale. Il presidente della European Physical
Society, Friedrich Wagner, ha inviato ai colleghi cinesi una
lettera di congratulazioni. L'impianto cinese di sperimentazione
adotta un metodo ad alta energia molto interessante sotto il
profilo dei sistemi per il confinamento del plasma ed e' stato
recentemente ridisegnato proprio per migliorare le sue
performance di confinamento.
Roma, 16 giu. (Apcom) - Raggiunto un importante obiettivo verso
la creazione di un reattore sperimentale a fusione nucleare in
Cina. I ricercatori dell'impianto Tokamak HL-2A dell'Istituto di
Fisica di Chengdu sono infatti riusciti a confinare la reazione
di fusione nucleare all'interno di un campo magnetico. Si tratta
di un passo in avanti determinante per lo sviluppo di questa
immensa fonte di energia derivata dalla fusione di due atomi di
idrogeno.
Il buon esito dell'esperimento - si legge sul Quotidiano del
Popolo - ha suscitato anche l'apprezzamento dell'intera comunita'
scientifica internazionale. Il presidente della European Physical
Society, Friedrich Wagner, ha inviato ai colleghi cinesi una
lettera di congratulazioni. L'impianto cinese di sperimentazione
adotta un metodo ad alta energia molto interessante sotto il
profilo dei sistemi per il confinamento del plasma ed e' stato
recentemente ridisegnato proprio per migliorare le sue
performance di confinamento.
Etichette:
Energia,
Innovazione,
Nucleare,
Tecnologia
Spazio - La Nasa ha deciso: Endeavour in partenza domani
Giovedi' Atlas portera' due sonde lunari in orbita
Washington, 16 giu. (Apcom) - La Nasa aveva dovuto annullare il
lancio di Endeavour sabato scorso a poche ore dall'accensione dei
motori a causa di una perdita di idrogeno nel meccanismo esterno
di riempimento, quando il serbatoio esterno era quasi pieno.
I tecnici hanno sostituito i pezzi sospetti e il loro lavoro
dovrebbe essere totalmente concluso oggi al piu' tardi alle 21
(ora italiana), hanno riferito responsabili della missione
durante un incontro con la stampa. Il sistema di evacuazione del
troppo pieno di idrogeno gassoso e dei giunti di tenuta. Ma
l'origine della perdita, simile a quella che aveva costretto la
Nasa a annullare il lancio della navicella Discovery in marzo,
non e' stata ancora accertata.
Le previsioni meteorologiche sono migliorate e danno ormai l'80
per cento di probabilita' di condizioni favorevoli al momento del
lancio, ha riferito Cathy Winter, meteorologa della base aerea di
Cap Canaveral.
La missione di Endeavour e' previsto che duri sedici giorni,
undici giorni e mezzo dei quali la navicella sara' ormeggiata alla
Stazione spaziale internazionale.
Washington, 16 giu. (Apcom) - La Nasa aveva dovuto annullare il
lancio di Endeavour sabato scorso a poche ore dall'accensione dei
motori a causa di una perdita di idrogeno nel meccanismo esterno
di riempimento, quando il serbatoio esterno era quasi pieno.
I tecnici hanno sostituito i pezzi sospetti e il loro lavoro
dovrebbe essere totalmente concluso oggi al piu' tardi alle 21
(ora italiana), hanno riferito responsabili della missione
durante un incontro con la stampa. Il sistema di evacuazione del
troppo pieno di idrogeno gassoso e dei giunti di tenuta. Ma
l'origine della perdita, simile a quella che aveva costretto la
Nasa a annullare il lancio della navicella Discovery in marzo,
non e' stata ancora accertata.
Le previsioni meteorologiche sono migliorate e danno ormai l'80
per cento di probabilita' di condizioni favorevoli al momento del
lancio, ha riferito Cathy Winter, meteorologa della base aerea di
Cap Canaveral.
La missione di Endeavour e' previsto che duri sedici giorni,
undici giorni e mezzo dei quali la navicella sara' ormeggiata alla
Stazione spaziale internazionale.
Etichette:
Astrofisica,
Astronomia,
Spazio,
Tecnologia
Iscriviti a:
Post (Atom)
annunci pubblicitari
Ricerche Web
Ricerca personalizzata